Ispirarsi ad altri fotografi è legittimo, anzi necessario, studiare un autore e smontarne il lavoro è un esercizio prezioso perché è uno dei modi più efficaci per capire davvero come funziona qualcosa, ma non ci si può limitare a questo.
La differenza fondamentale tra “Mi piace questa foto” e “Mi piace questa foto, perché?” è il principio che cerco di trasmettere in questo workshop: spostare l'attenzione dall'estetica alle sensazioni, da quello che si vede a quello che si sente. È il modo in cui ho imparato a guardare, e ancora adesso è il modo in cui cerco di lavorare.
Spazio 130 è la stanza del ritratto, che si trasforma e diventa il luogo dell’incontro e del confronto. perché ognuno, in qualche modo, riorganizza quello spazio attorno a sé, anche senza volerlo.
Quello che cerco non è il ritratto come documento, mi interessa riuscire a fermare il soggetto quando smette di gestirsi, di trattenersi, di credere di sapere come appare. Lo studio è principalmente un luogo di possibilità, aperto a chi desidera esplorare.
Uno scatto da cui nasce un'idea, non un errore da correggere ma un punto di partenza. La perdita di controllo diventa una scelta, una direzione da seguire - In uno shooting organizzato nei minimi dettagli, parte del tempo va destinato ad assicurarsi che niente vada storto. La bellezza dell'improvvisazione è la certezza che qualcosa andrà storto.
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