Spazio 130 è il luogo del ritratto, ma anche quello dell’incontro e del confronto. E chiunque entri finisce per riorganizzare quel luogo intorno a sé, inevitabilmente. Lo studio è principalmente un insieme di possibilità ed è aperto a chiunque desideri esplorare.
Il workshop nasce dalla convinzione che la fotografia di ritratto non si possa ridurre a tecnica e schemi di luce da replicare. Il primo passo è capire cosa si sta cercando, la differenza fondamentale tra “Mi piace questa foto” e “Mi piace questa foto, perché?”.
È dalla risposta a questa domanda che prende vita uno scatto, un'idea che diventa punto di partenza. E spesso la sperimentazione diventa una scelta, una direzione da seguire. Improvvisare significa smettere di seguire la tecnica e i manuali, per lasciare spazio a ciò che proviamo, per tentare di fermare il soggetto quando smette di gestirsi, di trattenersi.
Una volta assimilati gli schemi di luce e i metodi di gestione del soggetto è semplice ottenere risultati riproducibili ma concentrarsi sul proprio modo di guardare è il vero traguardo.
“In uno shooting organizzato nei minimi dettagli, parte del tempo va destinato ad assicurarsi che niente vada storto. La bellezza dell'improvvisazione è la certezza che qualcosa andrà storto”.
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